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Ucraina, 15 chilometri appeso a un drone: così il soldato Vlasenko è tornato vivo dal fronte

di Marta Serafini

Il militare, 49 anni, ha perso entrambi i piedi ed è rimasto per mesi sotto la caldaia di una scuola bombardata. A salvarlo un esacottero: «Era la mia ultima possibilità». Ora l’abbraccio con la figlia: «Mi sono perso il suo matrimonio»

DALLA NOSTRA INVIATA 
KIEV Quindici chilometri appeso a un drone. Sotto, il fronte. Alle spalle, quasi otto mesi nascosto sotto la caldaia di una scuola bombardata. Kostiantyn Vlasenko, 49 anni, ha perso entrambi i piedi: quello sinistro è stato devastato da un attacco russo ed è poi andato in necrosi; quello destro se lo è amputato da solo, perché la lesione gli impediva di muoversi. A portarlo in salvo è stato un esacottero ucraino. «Mi ero già sepolto. Sapevo che non c’era più speranza», racconta.

Il salvataggio è scattato il 4 ottobre, dopo 491 giorni al fronte. Per i comandanti ucraini è il primo recupero aereo di un soldato con un drone di cui si abbia notizia. Per lui è soprattutto la possibilità di tornare dalla famiglia. «Ho perso il matrimonio di mia figlia perché ero in missione. Volevo tanto abbracciare e baciare mia figlia. E conoscere suo marito».
Vlasenko presta servizio nella 30ª brigata

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