
La mobilità elettrica, pur a piccoli passi, avanza anche in Italia. Secondo il più recente censimento di Motus-E, l’associazione delle aziende del settore, nel nostro Paese sono oggi presenti 84.564 punti di ricarica a uso pubblico, con una crescita di oltre 17 mila unità registrata negli ultimi dodici mesi e con 1.516 punti di ricarica disponibili in autostrada. Vero è che il numero delle colonnine è di gran lunga inferiore, perché ognuna di esse dispone di almeno due punti di ricarica, e altrettanto vero è che delle “prese” censite una quota consistente (pari a oltre 10 mila, ossia più del 12%) è sì installata, ma non operativa, perché non ancora allacciata alla rete di distribuzione dell’energia a causa di ritardi di vario genere (burocratici, organizzativi, ecc.). O, ancora, non è utilizzabile perché guasta, occupata abusivamente da veicoli elettrici con ricarica terminata o, peggio ancora, non elettrici. È però anche vero che il numero delle colonnine disponibili può essere considerato soddisfacente, se rapportato a quello delle auto elettriche o ibride plug-in che circolano nel nostro Paese: l’insieme delle due tipologie di vetture arriva a un totale di 738 mila unità, pari solo all’1,8% di un parco complessivo costituito da oltre 41




