
di Marco Imarisio
Mosca alza i toni dopo il vertice di Evian: stampa, falchi e diplomazia convergono nell’attacco al presidente Usa, accusato di ambiguità sull’Ucraina e di voler scaricare sull’Europa il costo della guerra
«Il formato politico preferito da Trump è quello della soap opera». «Trump recita la parte di una ragazza incinta con sbalzi d’umore improvvisi». «Trump si rivela un Anticristo camuffato da clown». Prima o poi qualcuno scriverà un libro con tutte le poco lusinghiere definizioni del presidente statunitense sfornate ogni giorno dai media russi, che sembrano ignorare i più che cordiali rapporti tra la Casa Bianca e il Cremlino. Ma una cosa è l’informazione per le masse, che deve pur tenere conto dell’antiamericanismo sparso a piene mani dalla propaganda di Stato durante la storia recente e anche prima. Le citazioni di cui sopra sono prese rispettivamente dall’editoriale della Komsomolskaya Pravda, il quotidiano più diffuso nell’intera Federazione, dal reuccio dei blogger-Z Alexander Kots, e infine da un esperto militare ospite ieri sera in televisione del solito Vladimir Solovyov.
Altro discorso è la diplomazia, o la poca politica che gravita intorno alle scelte dell’uomo sempre più solo al comando, di solito più guardinga. Ma non in




