
di Greta Privitera
Trump vuole trovare l’intesa sul nucleare e ferma il conflitto. Ma molti punti sembrano essere a favore della Repubblica islamica
La guerra era partita da un’idea semplice: Netanyahu convince Trump che bastava colpire duro per cambiare il regime a Teheran, o almeno indebolirlo. Ne è uscita una teocrazia più militare, più compatta e oggi anche più finanziata. A leggere il memorandum sembra che siano stati gli Usa a doversi piegare alla realtà che volevano evitare. Per portare Teheran al tavolo del nucleare, e chiudere una guerra che Trump non vuole più combattere, Washington ha accettato concessioni che si avvicinano alle migliori aspettative iraniane. Denny Citrinowicz, massimo esperto d’Iran: «Trump non ha alternative».
Esaudita la richiesta di Teheran. La tregua estesa anche al Libano
Nel primo articolo dell’intesa c’è già il segno di chi ha inciso di più sul testo. La fine delle ostilità è l’obiettivo di entrambi, ma farla valere anche sul fronte libanese è una richiesta iraniana, ottenuta per iscritto. Non si parla solo di stop «immediato e permanente» alla guerra tra Stati Uniti e Repubblica islamica: la tregua viene estesa «a tutti i fronti, incluso in Libano», con l’impegno a non avviare «alcuna




