di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Dopo i controdazi canadesi su 20 miliardi di dollari di merci americane, gli Stati Uniti vietano alcune importazioni e allargano le tariffe al 50%. Ma il caso Bombardier provoca la rivolta dei repubblicani del Kansas
La risposta di Donald Trump è arrivata poche ore dopo l’entrata in vigore dei controdazi canadesi e ha superato la soglia di una nuova raffica di tariffe. Dal 29 settembre gli Stati Uniti vieteranno l’importazione di un’ampia gamma di prodotti provenienti dal Canada: gran parte delle bevande alcoliche, motociclette e alcune specifiche categorie legate al comparto lattiero-caseario. Non un semplice rincaro alla frontiera, dunque, ma la chiusura selettiva del mercato americano. Un salto di qualità nello scontro fra due Paesi che fino a poco tempo fa si definivano alleati inseparabili.
La decisione è stata affidata a tre proclamazioni presidenziali pubblicate dalla Casa Bianca nella serata di martedì, meno di ventiquattr’ore dopo che Ottawa aveva fatto scattare dazi del 15, 25 e 50% su 27,6 miliardi di dollari canadesi (circa 20 miliardi americani) di prodotti statunitensi. La rappresaglia canadese era stata costruita secondo il principio del «dollaro per dollaro e aliquota per aliquota», in risposta alle tariffe introdotte da Washington




