Danni anche per l’Italia
La mossa di Trump, sempre che non si riveli l’ennesima minaccia o una leva negoziale, rischia di avere effetti rilevanti sulle relazioni transatlantiche e sull’industria automotive europea, già alle prese con numerose criticità.
In particolare, i nuovi dazi andrebbero a colpire ulteriormente esportazioni già penalizzate nel 2025 dalle politiche protezionistiche americane. Gli Stati Uniti restano un mercato chiave per il Vecchio Continente, ma le spedizioni hanno registrato una forte contrazione: secondo le elaborazioni Acea su dati Eurostat, l’export di autovetture verso gli Usa ha raggiunto i 30,887 miliardi di euro, il 21,4% in meno rispetto al 2024.
In termini assoluti, il mercato americano è diventato la terza destinazione mondiale, superato dalla Turchia, a causa di un calo dei volumi del 13,5%, scesi a 667.694 unità. Gran parte dell’export ha origine in Germania: secondo la Vda, nel 2025 Berlino ha spedito negli Usa 409.246 auto, segnando un -9% rispetto all’anno precedente.
I dazi colpiscono quindi in pieno l’industria tedesca, ma con effetti anche sull’Italia: la nostra componentistica può arrivare fino al 20% del valore di un veicolo assemblato in Germania. Inoltre, il nostro Paese esporta negli Stati Uniti autoveicoli per circa 2,9 miliardi di euro, soprattutto grazie




