
di Matteo Persivale
Mancano sette mesi alle elezioni di metà mandato. I sondaggi danno il presidente in calo di popolarità: il problema non sono i missili su Teheran ma per i prezzi nei supermercati Usa
Due considerazioni preliminari; in politica, specialmente nell’America del 2026, sette mesi sono un’eternità, e i sondaggi – come dolorosamente hanno imparato le private cittadine Hillary Clinton e Kamala Harris, alle quali era stato detto che Trump era finito – vanno sempre presi cum grano salis.
Detto questo, al netto del successo clamoroso dell’operazione di salvataggio del pilota americano disperso in Iran – che probabilmente lo aiuterà – Trump vive un momento delicato se consideriamo gli indici di gradimento dei sondaggi americani.
E’ vero che Trump è meno popolare adesso, a meno di 15 mesi dall’insediamento, di quanto lo fosse allo stesso punto del suo primo mandato. È vero anche che è meno popolare adesso (secondo alcuni sondaggi, non tutti) di quanto lo fosse il povero Joe Biden dopo la disastrosa prestazione nel dibattito elettorale che lo condannò a chiamarsi fuori dalle presidenziali del 2024.
È soprattutto vero che, da settimane, i sondaggi indicano un’erosione importante nell’appoggio degli ispanici, uno dei fattori decisivi




