
di Redazione Esteri
L’Eliseo parla di cena “sobria”, ma a Versailles ogni ricevimento diventa un caso. E il capitolo più esposto resta quello del vino: Mouton Rothschild 2004, Bâtard-Montrachet grand cru 2018 e champagne Pol Roger Winston Churchill, con bottiglie fra 260 e 2.772 euro
A Versailles anche una cena «sobria» rischia di sembrare sontuosa. E con la visita di Donald Trump, il conto torna inevitabilmente sotto i riflettori: catering, personale, sicurezza, protocollo. Ma più di ogni altra voce, a misurare il confine tra diplomazia e lusso è il vino, da sempre cuore simbolico della tavola francese.
L’Eliseo prova a sgonfiare il caso e insiste sulla formula della cena di lavoro. Ma basta il nome di Versailles per cambiare scala al racconto. Secondo Le Figaro il nodo è tutto qui: il costo di una serata del genere non si ferma al menu, ma si allarga a personale, servizio, logistica e sicurezza. E il vino resta la voce più facile da trasformare in simbolo.
Il precedente che pesa è quello del banchetto per Carlo III, il riferimento inevitabile ogni volta che Versailles torna al centro della scena. In quell’occasione, ai tavoli finirono un Château Mouton Rothschild




