
Il Pentagono è diviso sull’apertura di un nuovo fronte nello Yemen. Riad chiede un maggiore sostegno americano dopo l’avanzata degli Houthi, il presunto abbattimento di un F-15 saudita e gli attacchi contro infrastrutture strategiche.
La crisi yemenita rischia di trasformarsi nel nuovo fronte della guerra che sta ridisegnando gli equilibri del Medio Oriente. Alla Casa Bianca è tornata sul tavolo l’ipotesi di colpire direttamente gli Houthi, mentre l’Arabia Saudita aumenta la pressione su Washington e chiede un intervento più deciso contro il movimento sostenuto dall’Iran. Ma ai vertici militari americani non tutti sono convinti che aprire un’altra campagna sia la scelta giusta.A ricostruire il confronto in corso nell’amministrazione Trump è NBC News, sulla base delle informazioni fornite da due funzionari statunitensi. Il nodo riguarda la risposta da dare all’improvvisa accelerazione delle operazioni degli Houthi, che nelle ultime settimane hanno aumentato la pressione militare sull’Arabia Saudita e rafforzato la propria posizione nello Yemen. A preoccupare Riad sono soprattutto due sviluppi. Il primo è il presunto abbattimento di un caccia F-15 saudita. Il secondo è l’avanzata delle forze Houthi verso la provincia di Marib, territorio fondamentale per il futuro dello Yemen perché ospita alcune delle maggiori riserve di petrolio e gas




