
Alla metà degli anni Novanta Audi si era ormai costruita una solida reputazione come costruttore di auto di alto livello, per qualità e prestazioni. Dopo il successo ottenuto con la 80, la gamma della casa tedesca comprende la sua erede A4, berlina (poi anche station wagon, con la denominazione Avant) di fascia medio-superiore, la più grande A6 (che aveva preso il posto della 100) e l’ammiraglia A8, resa innovativa dalla struttura in alluminio. Vetture prestigiose, eleganti, piuttosto costose che, però, fanno sentire la mancanza nell’offerta di un modello più accessibile. Che arriva esattamente trent’anni fa, con una prima esibizione al Salone di Francoforte del 1996, poi con il lancio definitivo in occasione di quello di Parigi di ottobre, e che prende il nome di A3. È un momento di svolta per la casa di Ingolstadt, perché per la prima volta introduce il concetto di compatta premium in un segmento di mercato come quello C, fino ad allora dominato da costruttori generalisti con vetture come la Volkswagen Golf, l’Opel Astra, la Renault Mégane e la Ford Focus. Soltanto Bmw aveva da poco fatto un tentativo di questo genere con la Serie 3 Compact, destinata tuttavia a una diffusione limitata. Era invece




