
La guerra tra Israele e Hamas ha indebolito la rete regionale dell’Iran, ma non ha fatto crollare Teheran. Tra lo scontro su Hormuz e i dubbi sull’ombrello americano, il Medio Oriente cerca un nuovo equilibrio.
A tre anni dal 7 ottobre, l’attacco di Hamas contro Israele appare come l’inizio di una profonda trasformazione degli equilibri mediorientali. La guerra non è rimasta confinata a Gaza: ha coinvolto Hezbollah, indebolito la rete regionale sostenuta dall’Iran, contribuito alla caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria e infine portato allo scontro diretto tra Teheran, Israele e Stati Uniti. Resta da capire quanto sia sostenibile la strategia iraniana e quale ruolo possa mantenere Washington.
Il 7 ottobre 2023 Hamas ha cercato di fermare il riavvicinamento tra Israele e Paesi arabi moderati, temendo che intese economiche e di sicurezza relegassero la questione palestinese. L’attacco mirava a mettere in crisi l’assetto regionale sostenuto da Washington. L’uccisione di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, di Yahya Sinwar oltre alla morte di Ismail Haniyeh, hanno segnato un passaggio decisivo. Teheran ha perso due dei principali strumenti con cui esercitava influenza militare e politica nel Levante.
Il crollo del corridoio siriano e la svolta strategica di Teheran
Nel dicembre




