Quali margini di sviluppo vedete in Europa per la tecnologia dell’idrogeno, in particolare per quanto riguarda le fuel cells?
Per quanto concerne l’idrogeno, riteniamo di disporre di una tecnologia di prim’ordine, specialmente nel campo delle celle a combustibile. Abbiamo già annunciato una collaborazione che ha portato alla creazione di Cellcentric, una joint venture che vede coinvolte Daimler, Volvo e Toyota. Si tratta di un approccio tecnologico basato sulla cooperazione. In un’ottica di sicurezza energetica, guardando al futuro – non alla nostra generazione, ma a un orizzonte di 50 o 100 anni – è certo che le energie fossili scompariranno. In questo scenario, l’elettrico rappresenta uno dei pilastri fondamentali. Tuttavia, l’energia elettrica presenta alcuni svantaggi. Si pensi, ad esempio, allo stoccaggio: la capacità di accumulo dell’energia elettrica è, di fatto, decisamente inferiore se confrontata, per esempio, al petrolio stesso. Anche per quanto riguarda la capacità di trasporto: per trasferire elettricità dal punto A al punto B, è necessaria un’infrastruttura specifica. L’idrogeno, invece, può essere gestito come un liquido o, comunque, in uno stato diverso. Può cambiare forma. Proprio come avviene con i gasdotti, nel caso dell’idrogeno liquido, è possibile sfruttare le infrastrutture esistenti. Riteniamo che questo sia un pilastro fondamentale. Dunque, in