
di Irene Chieli
Al centro della storia, la realtà umana e processuale di Ivie, giovane donna nigeriana tradita prima dalla famiglia e poi dalla giustizia, vittima delle violenze fisiche inflitte dalla tratta
«L’opera di Calandrone è una forma di empatia con il mondo, l’umanità e l’universo. Che in queste pagine diventa anche denuncia e impegno». Elisabetta Stefanelli, capo cultura dell’Ansa, apre così il dialogo con l’autrice del nuovo romanzo «La luce del Sistema» (Solferino) dall’immancabile divanetto a scacchi della libreria Spazio Sette. Al centro della storia, la realtà umana e processuale di Ivie, giovane donna nigeriana tradita prima dalla famiglia e poi dalla giustizia, vittima delle violenze fisiche inflitte dalla tratta e di quelle ancora più profonde provocate dalla burocrazia italiana, che arriva a privarla della parte più cara di sé, cioè delle sue due figlie.
Quando la conoscenza spiega l’amore
Una sorta di “giallo giudiziario” (per il quale l’Italia è stata sanzionata dalla Corte europea), che mostra come il mancato riconoscimento delle differenze culturali si faccia errore di giudizio e barriera di esclusione. È infatti a partire da una mancata valutazione etnopsicologica – prima in ospedale e poi in tribunale – che la giovane viene giudicata incapace




