
di Paolo Coccorese
Per i soli bandi e lavori, Infra.To guarda al 2031. Ma bisogna trovare i soldi
Esce da Palazzo Civico di Torino con il volto, a dir poco, scuro. Marco Cavallone, sindaco di Collegno, ha appena ascoltato da Infra.To, la società della metro, la notizia che temeva: anche se il Governo dovesse stanziare subito i 70 milioni di euro richiesti, per vedere completato il prolungamento della Linea 1 serviranno almeno, «almeno», altri quattro anni e mezzo. Tradotto: inaugurazione non prima della metà del 2031. «Ho ricevuto una brutta notizia», mormora il primo cittadino mentre lascia il municipio torinese, consapevole dell’ennesima doccia fredda per i Comuni della cintura, che da anni convivono con un cantiere destinato a concludersi in principio nel 2023 e ormai condannato alle calende greche.
Sei mesi per lo stato di consistenza dei lavori, già iniziato in questi giorni. Da tre a sei mesi per la riprogettazione dell’opera, altri sei mesi per la procedura della nuova gara e tre anni per il completamento dei lavori, un periodo che comprende l’attivazione dei nuovi contratti e subappalti, l’allestimento dei nuovi cantieri, la riattivazione dell’interfaccia con gli altri appaltatori, i test e le prove funzionali per




