
di Valerio Cappelli
Nel mondo la storia di un magnate incassa solo 20 milioni di dollari (su 300 di budget)
Hollywood cala quattro assi per un unico grande flop: Tom Cruise, l’attore icona sempre affidabile sugli incassi; Alejandro González Iñárritu, regista che ha vinto due Oscar con Birdman e The Revenant; il budget di 180 milioni di dollari (più 100 di marketing); il tema del momento, il cambiamento climatico.
Sulla carta, Digger era una combinazione potente. Nella pratica è la scommessa fallimentare dell’anno. Nel primo weekend ha incassato 8 milioni di dollari negli USA e Canada (mentre Verity con Anne Hathaway ha aperto al primo posto con quasi 37 milioni di dollari). E in 72 altri Paesi, il debutto in sala è stato deludente. Nel mondo 20 milioni di incassi. La peggiore performance di Tom Cruise negli ultimi 19 anni. Secondo Variety, «un film di quelle dimensioni deve incassare 300 milioni di dollari per il punto di pareggio».
Nessuno fa quello che ti aspetti: Tom Cruise, la star dei film d’azione, è il magnate del petrolio scollegato dalla realtà che si propone come salvatore dell’umanità mentre le sue trivellazioni in Groenlandia provocano il distacco di




