
di Emilia Costantini
All’attrice, David di Donatello per «È stata la mano di Dio», è stato consegnato il Premio Flaiano. «Agli inizi provavo una grande insicurezza»
È stata premiata col David di Donatello e il Nastro d’Argento per aver interpretato il ruolo di madre, nel film di Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio. Ha appena ricevuto un premio per gli 80 anni dei Nastri d’Argento e il premio Flaiano per la sua interpretazione teatrale di un altro ruolo di madre, Rosa Priore in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo. Se l’aspettava? «No — risponde Teresa Saponangelo — perché è un testo che è stato interpretato da grandi attrici. Non sapevo se sarei riuscita a mantenere il livello degli importanti precedenti. Forse, con il Premio, mi hanno riconosciuto l’aver saputo personalizzare la figura di Rosa. L’ho interpretata come una piccola donna, dotata di carattere forte, ma anche tanto fragile».
A scuola era negata in matematica, era brava in italiano, scriveva bene i temi, ma si sentiva una schiappa a teatro: perché?
«I primi tempi provavo una grande insicurezza, non ero consapevole di quello che ero in grado di trasmettere al pubblico. I giovani attori di




