
Nato in Calabria ma cresciuto in Germania, è alla prima esperienza in Serie A: “Ho assorbito la loro cultura, ora cerco un po’ di italianità. E mi ispiro a Guardiola”
29 agosto – 07:32 – CASTELDEBOLE (BOLOGNA)
Nato in Calabria ma cresciuto in Germania, laureato in ingegneria gestionale, è alla prima esperienza su una panchina di Serie A: “Ho assorbito la loro cultura, ora cerco un po’ di italianità. Ai giocatori chiedo coraggio e disciplina. Da bimbo col mito di Baggio, mi ero fatto pure il codino. Da tecnico mi ispiro a Guardiola, possesso e verticalità”.
Da bambino aveva un idolo?
“Roberto Baggio. Era la mia passione. All’epoca, in Germania, non vedevamo in tv molte partite delle squadre italiane. Solo quelle più importanti dei club più forti. Così, mi innamorai di Baggio guardandolo in Champions nel suo periodo alla Juve. Alle Elementari mi feci il codino ai capelli per assomigliargli. Ne andavo fiero”.
E quando ha iniziato ad allenare, quale collega ha preso a modello?
“Ho cominciato nelle Giovanili dello Stoccarda: la nostra filosofia calcistica si concentrava sul possesso palla. Erano i tempi del Barcellona di Guardiola, che




