
di Marco Cremonesi
Il vicepremier: «Nella Manovra tutte le richieste di Forza Italia. Ora andiamo fino alla fine della legislatura»
Se la Manovra è un’orchestra, Antonio Tajani assicura che nessuno stona: «È una cosa armonica, non ci sono impostazioni contrastanti, abbiamo messo a regime le richieste di tutti. E c’è una visione». Per il ministro degli Esteri non c’è dunque alcun motivo per anticipare le elezioni: «Gli italiani possono dormire sonni tranquilli. E le opposizioni pure».
Non è un po’ deluso dal taglio dell’Irpef inferiore alle attese?
«Tutto quello che ha chiesto Forza Italia è arrivato: Irpef, tasse azzerate per i giovani fino a 30 anni, card per gli anziani, bollo auto, sostegno alle imprese. Certo, noi avevamo chiesto di arrivare con l’Irpef al 33% fino ai redditi da 60 mila euro: lo faremo nella prossima Manovra, sappiamo che la coperta è corta. E comunque per l’Irpef ci sono 1,6 miliardi e la flat tax sale da 85 a 100 mila euro. L’importante è che la Manovra ruoti attorno ai 4 pilastri: ceto medio, giovani, anziani e imprese. In maniera compatibile con i conti».
Di cosa è più soddisfatto?
«Difficile dirlo. La cedolare secca all’1% per chi




