Il trequartista marocchino ha giocato con Milan e Benfica: “Gonçalo Ramos me lo ricordo, con me giocava esterno. Amorim mi ricorda Gasperini. Oggi i giocatori sono cavalli, corrono e basta”
Francesco Albanesi
15 settembre – 14:17 – MILANO
Di lui Mario Balotelli disse: “Tecnicamente è più forte di Neymar”. Luka Modric, suo compagno al Tottenham, lo chiamava “Zizou”. E il paragone, insomma, lo avete capito. Adel Taarabt è stato una sorta di Houdini: un illusionista prestato al calcio, capace di far comparire e scomparire il pallone in una frazione di secondo. Il paradosso è che il Taarabt migliore, quello capace di incantare davvero, spesso non lo vedeva nessuno. “Mi hanno sempre rimproverato il carattere, a volte esageravo, è vero. Ma in allenamento facevo cose che non si vedevano in giro: elastici, biciclette, doppi passi infiniti”. Al Milan ha vissuto sei mesi discreti nel 2014 e, quando Inzaghi decise di non confermarlo, Adel cadde in depressione (“È uno dei miei rimpianti”). Tra le tante maglie indossate in carriera c’è anche quella del Benfica, dove ha conosciuto Ruben Amorim, Diego Moreira e Gonçalo Ramos. E allora, in vista della




