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Suicidio assistito, il professore di diritto: «Condizioni favorevoli per un provvedimento in linea con la Costituzione»

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di Marika Giovannini

Il dibattito sul fine vita in quarta commissione. Gli interventi di Nicolò Zanon, ordinario di diritto costituzionale dell’Università di Milano, e dei rappresentanti dell’Azienda sanitaria universitaria

Dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge toscana sul fine vita «esistono elementi sufficienti per costruire una disciplina provinciale o regionale compatibile con la Costituzione». Ad assicurarlo, ieri pomeriggio, 16 giugno, in quarta commissione, è stato Nicolò Zanon, ordinario di diritto costituzionale dell’Università di Milano, intervenuto nell’ambito delle audizioni programmate per l’esame del disegno di legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito. 

La sentenza

La Corte, ha spiegato il professore, ha riconosciuto infatti «che i principi fondamentali possono essere ricavati dalla normativa già esistente». E dunque le autonomie territoriali, ha aggiunto Zanon, «possono disciplinare aspetti organizzativi e procedurali legati alle richieste di suicidio medicalmente assistito». Però, ha precisato il docente, «la sentenza pone limiti precisi». Che devono essere tenuti in considerazione. Come quello che prevede il divieto per il legislatore regionale di fare propri i principi fondamentali fissati dalla legislazione nazionale, trasformandoli in una disciplina autonoma. «Un intervento futuro del legislature statale — ha concluso Zanon — è ormai inevitabile. Nel frattempo, è legittimo che Regioni e Provincie

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