
Alla guida del Lilla di Giroud (di tre anni più vecchio di lui), il tecnico italiano ha preso tanto da papà Carlo, legge Hemingway e Steinbeck, si ispira a Nietzsche e alla mitologia greca. Contro i Gunners sarà una sorta di Davide contro Golia
Alessandro Grandesso
13 ottobre – 15:47 – PARIGI
Si può allenare anche senza essere ossessionati da schemi tattici e esercizi tecnici. Ne è convinto Davide Ancelotti che al lavoro quotidiano alla guida del Lilla, affianca anche letture impegnate. Da Hemingway a Steinbeck, alla mitologia greca da cui poi trae ispirazione per motivare i suoi giocatori che stasera dovranno vedersela con i campioni d’Inghilterra, in una sorta di rivisitazione calcistica del biblico Davide contro Golia.
CAPOLAVORO—
Finora comunque Ancelotti ha condotto in modo brillante il Lilla, anche se continua la ricerca di una certa stabilità che possa dare certezze. Le idee, per il figlio d’arte, arrivano pure dalle letture di autori importanti: “Sono un ammiratore di Ernest Hemingway – ha spiegato di recente all’Equipe -, e Uomini e topi di John Steinbeck è un capolavoro”. Il 37enne, che parla cinque lingue, è anche un appassionato




