
di Simona Lorenzetti
La cooperativa ritira la querela, cade l’infedeltà patrimoniale. Per il reato di malversazione, la procura ritiene che non ci siano elementi sufficienti. La Rear in una nota: «Confermata la correttezza del nostro operato»
Finisce con una richiesta di archiviazione l’inchiesta della procura di Torino che ruotava intorno al deputato del Pd Mauro Laus e la società cooperativa Rear, di cui a lungo è stato presidente. Una richiesta che non coinvolge solo il senatore, ma anche due dei suoi più stretti collaboratori politici — l’assessore ai Grandi Eventi Mimmo Carretta e la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo —, la sua famiglia — la moglie Maria Cardone, i due figli Giuseppe e Vittorio e la cognata Valeria Cardone — e infine il presidente della società Antonio Munafò (tutti difesi dall’avvocato Maurizio Riverditi).
Era l’estate 2025 quando il procuratore capo Giovanni Bombardieri e il sostituto Alessandro Aghemo hanno formalizzato le ipotesi accusatorie in un documento in cui si contestava agli 8 indagati — a vario titolo — i reati di malversazione di soldi pubblici e infedeltà patrimoniale. Nell’atto venivano messi in luce due profili investigativi. Il primo riguardava «l’indebita percezione» di fondi garantiti erogati per




