
di Dafne Roat
Dopo il liceo Galilei di Trento si attiva anche l’istituto comprensivo di Rovereto. Urzì (Fratelli d’Italia) all’attacco: «Ideologia sulle spalle dei ragazzi»
Effetto domino. L’ondata di proteste culminate con lo «sciopero bianco» promosso dai docenti del gruppo spontaneo «Bildung am Abgrund», rilanciato anche per il 2026-27, trascina anche Trento. Si stima che in Alto Adige l’80% dei docenti di madrelingua tedesca e circa il 20% degli insegnanti italiani abbia deciso di «boicottare» le gite scolastiche. Ora monta la protesta anche in Trentino e si allarga a macchia d’olio. È plausibile pensare che la mobilitazione — il movimento, come racconta Orizzonte Scuola, è approdato nelle aule di circa 40 istituti — potrebbe raggiungere percentuali vicine a quelle altoatesine. Il primo a mobilitarsi è stato il liceo scientifico Galilei con 70 professori su 87 che hanno deciso di non rendersi disponibili ad accompagnare gli studenti durante i viaggi di istruzione, visite guidate e soggiorni all’estero, ora si attiva anche l’Istituto Comprensivo Rovereto Nord. Attraverso un’articolato documento, approvato all’unanimità, le docenti e i docenti della primaria e secondaria di primo grado, annunciano la decisione di «sospendere le uscite didattiche e le attività facoltative. «Un atto di responsabilità», dicono.




