
di Gabriele Guccione
Il sindaco dopo le accuse di «lifting» da parte del notaio Andrea Ganelli: «Il calo demografico si è arrestato e le compravendite immobiliari crescono, vuol dire che le nostre soluzioni funzionano»
Da una parte c’è quella che definisce «la numerosa schiera degli elencatori di problemi». Dall’altra c’è lui, e la sua giunta, che i problemi — assicura — «cercano di risolverli, parlando poco e lavorando tanto». Non le manda a dire, Stefano Lo Russo, anche se non cita mai con nome e cognome Andrea Ganelli, il notaio che martedì sera ha riunito mezzo migliaio di delusi (e non) all’Unione industriale, per denunciare il declino di Torino e dire: «Io non ci sto».
Sindaco, che cosa risponde a Ganelli che parla delle sue politiche come di un «lifting» per «nascondere il declino della città»?
«Io non definirei restyling decine e decine di scuole, biblioteche di quartiere, mercati e parchi riqualificati. Soltanto oggi (ieri, ndr) inauguriamo tre progetti realizzati grazie al Pnrr, tra cui il nuovo ecocentro dell’Amiat. E l’altro giorno abbiamo riaperto il mercato coperto di via delle Verbene, alle Vallette. Non c’è punto della città che in questi anni non sia stato toccato dalle centinaia



