Per raccontare Speco bisogna partire da un luogo scavato nella roccia, a ottocento metri di altitudine sopra Narni. È il Sacro Speco di Sant’Urbano, l’eremo dove San Francesco si ritirava in preghiera all’inizio del Duecento e dove, secondo la tradizione, avvenne un miracolo poco conosciuto: l’acqua trasformata in vino. Malato e costretto a letto, il Santo avrebbe chiesto del vino ai frati. Non avendone, questi andarono a prendere acqua dal pozzo vicino. Francesco la benedisse e l’acqua diventò vino. La scena è ancora oggi raccontata negli affreschi custoditi nella piccola cappella dell’eremo. Da qui nasce il nuovo Ciliegiolo di Narni Igt 2024 firmato da Leonardo Bussoletti.
Il Ciliegiolo di Narni Igt 2024 firmato da Leonardo Bussoletti L’etichetta di Speco racconta il miracolo di San Francesco attraverso il design
Il progetto grafico, curato da Agenzia Motive, prende ispirazione dal doppio affresco del Sacro Speco: l’elmo per attingere l’acqua dal pozzo, l’ampolla del vino, la grotta e la figura stilizzata di San Francesco, reinterpretati in un linguaggio contemporaneo dove il colore pieno dialoga con il nero opaco e la lamina oro. Anche la carta racconta qualcosa: è la “Terrae” di Fedrigoni, con



