
di Sara Gandolfi
Il governo spagnolo viene battuto in Parlamento sui decreti che avrebbero «congelato» gli sfratti per far fronte all’emergenza abitativa. Decisivi i voti di Junts de Catalunya, di Carles Puigdemont: ora sale la richiesta di andare al voto anticipato. L’ipotesi di elezioni il 29 novembre
Sonora e preannunciata sconfitta del governo di Pedro Sánchez alle Cortes, dove questa mattina sono stati bocciati i due decreti legge d’emergenza sulla casa promulgati dall’esecutivo per far fronte all’ondata di indignazione popolare dopo lo sfratto dell’87enne Maricarmen la scorsa settimana.
Cade la fragile maggioranza parlamentare che tiene in vita il governo a guida socialista – il partito catalano Junts aveva preannunciato già alla vigilia il suo voto contrario -, aumentano le pressioni sul premier Sánchez, affinché convochi elezioni anticipate il prossimo 29 novembre, e non si placa l’imponente mobilitazione di piazza.
Migliaia di persone sono ancora radunate nella centralissima Puerta del Sol a Madrid. Il Comitato delle inquiline, che guida la protesta, ha organizzato per domani, 3 ottobre, manifestazioni simultanee a Madrid e altre 22 città spagnole.
Sánchez ha preso la parola in chiusura del dibattito. Il premier ha difeso l’utilità dei decreti («non c’è alcun estremismo in




