
di Maurizio Porro
Il regista francese firma un film che ruota intorno agli intrecci della vita tra due donne, un nipotino e un incidente
Sotto le foglie è un bel film che entra sottopelle e non poteva che essere francese. È di François Ozon, ma potrebbe essere il titolo di un 45 giri di Bécaud o Trenet, attento alle sfumature e ai casi della vita.
Nato nel 1967 nel XIV arrondissement di Parigi, Ozon, vincitore di Palme e Leoni, è un autore che ha sempre rimesso in circolo le sue ispirazioni, aggiungendovi sottigliezze, un’opera in continuo divenire sempre con la lente di ingrandimento sui rapporti di amicizia e/o sesso. Molto attento alle figure femminili, da Sotto la sabbia con Charlotte Rampling al giallo 8 donne e un mistero e a Mon Crime — La colpevole sono io, passando per Fassbinder e Camus senza mai sbagliare una mossa.
Il ventitreesimo titolo firmato da Ozon, Sotto le foglie (l’originale è didascalico: Quand vient l’automne), è un racconto di promesse mancate fra i tranelli della vita e si dipana in una casa di campagna nei colori autunnali delle foglie di Borgogna. Protagoniste due signore diversamente giovani (attrici magnifiche, Hélène




