La ricerca dei nuovi a.d. e d.s. passa da determinate caratteristiche dalle quali il numero uno di RedBird non intende derogare
Giornalista
26 maggio – 19:30 – MILANO
Fra i vari messaggi fatti filtrare da Gerry Cardinale all’indomani del secondo fallimento sportivo consecutivo del Milan, c’è un forte richiamo a se stesso. Nel senso che, da quanto si capisce, d’ora in avanti il numero uno di RedBird dovrebbe passare da una gestione del club con modalità “americane” (affido la gestione ai miei manager delle varie aree e a fine stagione ne valuto l’operato) a un modello più “italiano”: ovvero attraverso scelte e decisioni prese in forma molto più diretta. I vari fascicoli d’ora in avanti si fermeranno sulla sua scrivania fin dalle fasi iniziali, anche se ovviamente saranno essenziali consigli e riscontri da parte da Ibrahimovic e Calvelli, rispettivamente Senior Advisor di RedBird e ceo International di RedBird Development Group. Due figure che riferiscono direttamente alla proprietà. A parte il presidente Scaroni, che si occuperà essenzialmente dello stadio, in questo momento la ristrutturazione aziendale del Milan passa infatti totalmente dal mondo RedBird, che si sta




