
Il centrale olandese è il grande nome di Cardinale per la difesa, ma l’operazione è di quelle molto complicate e il fattore economico non è il vero ostacolo
Un sogno chiamato Virgil. In seno al Milan, la pazza idea Van Dijk nasce da Zlatan Ibrahimovic in primavera, ma prende forza oggi con le valutazioni interne di Gerry Cardinale e i suoi uomini (il direttore al player trading Almstadt e quello alla Football Intelligence Bobby Gardiner). Costi, fattibilità, gradimento. In via Aldo Rossi si sta ragionando in concreto su di un affare che – si sa – si preannuncia molto complicato. E non tanto (o almeno solo) per logiche economiche, quanto per motivi legati al momento del Liverpool.
il giocatore—
Prima di addentrarci sui club, cominciamo dal calciatore. La domanda che tutti si fanno è semplice: Van Dijk accetterebbe un eventuale trasferimento a Milano? La risposta, così su due piedi, è complessa da dare. Ma una base di partenza c’è: l’olandese, per una squadra dalla storia e dalla tradizione del Milan, lascerebbe la porta aperta per sedersi a un tavolo e discuterne. L’Italia, poi, lo affascina da sempre. In campo e fuori, dato che ha già una casa in Sardegna.




