Il 30 ottobre 1938 la trovata di Orson Welles (il celebre regista e sceneggiatore allora appena 23enne) di annunciare in radio l’invasione di alieni belligeranti provenienti da Marte scatenò lo sconcerto degli ascoltatori che si erano appena collegati. Non tutti, difatti, avevano capito che quella letta ai microfoni della CBS come una notizia dell’ultima ora, interrompendo le trasmissioni, fosse in realtà una semplice lettura di un adattamento del celebre romanzo di fantascienza La Guerra dei Mondi, dello scrittore britannico H.G. Wells.
Il celebre episodio fa riflettere su uno scenario che chi si occupa della ricerca di altre forme di vita intelligente come gli scienziati del SETI ritiene essere “solo questione di tempo”. Come andrebbe diffusa la notizia (presunta vera) della scoperta di alieni intelligenti, nell’era di social e IA?
Sono davvero alieni? Calma e sangue freddo
Il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), il programma dedicato alla ricerca di vita extraterrestre abbastanza evoluta da saper inviare segnali radio nello Spazio, ha aggiornato dopo 16 anni il protocollo etico e scientifico da seguire per comunicare l’eventuale notizia della scoperta di alieni intelligenti.
Dal 2010 a oggi molte cose sono cambiate. Il concetto di fake news è diventato più




