Home / Politica / Se l’agenda dei partiti assume toni euroscettici

Se l’agenda dei partiti assume toni euroscettici

image

di Massimo Franco

In vista delle Politiche del 2027 gli attacchi trasversali all’Ue da partiti di maggioranza e opposizione servono a mobilitare l’elettorato più radicale e a trovare nell’Europa un eventuale «colpevole» per la crescita stentata

Il rischio di una regressione anti Ue dei partiti italiani in vista delle Politiche del 2027 sta crescendo. E sembra dire che l’europeismo perseguito da gran parte di FdI e da FI nel governo, e dal grosso del Pd tra le opposizioni, è destinato a essere messo in tensione da più o meno miopi calcoli elettorali. È indubbio che le istituzioni di Bruxelles mostrano a tratti un’impotenza preoccupante. Ma gli attacchi che si vanno intensificando appaiono una concessione alle posizioni dell’estrema destra. 

Alcuni argomenti della stessa premier Giorgia Meloni somigliano sia a quelli della Lega, da sempre ostile all’Ucraina e indulgente con l’aggressione russa in nome di un opaco pacifismo; sia a quelle del generale Roberto Vannacci, che insidia l’elettorato della maggioranza, e non solo, e soprattutto ne sta lentamente piegando l’agenda. Il partito di Matteo Salvini, il M5S di Giuseppe Conte ma anche quello della premier lasciano indovinare sacche di «comprensione» nei confronti di Futuro nazionale, che potrebbero tradursi in

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: