
di Marika Giovannini e Dafne Roat
Andrea Antolini, uno dei fondatori del movimento di protesta: «Non è un boicottaggio, per noi il confronto è la base». L’Alberghiero si smarca e non sospenderà gite e attività esterne
Francesca Gerosa prova subito a smorzare i toni: «La scuola deve essere un luogo di incontro e non di scontro». Di fronte a una protesta che si sta allargando a macchia d’olio all’interno del mondo scolastico trentino — sono oltre duemila gli insegnanti che hanno aderito alla comunità «Istruzione di Qualità Trentino» e più di 50 gli istituti coinvolti — l’assessora provinciale all’istruzione tenta quindi la carta del dialogo per cercare di arginare la mobilitazione. «Comprendo i malesseri e le difficoltà» tende la mano l’assessora. Che proprio ieri mattina (16 ottobre), dopo aver verificato la portata della protesta, ha messo mano all’agenda. Per fissare le tappe del confronto.
Confronto
La prima lettera inviata ieri è stata alle sigle sindacali. Non solo alla Cisl: «Ho allargato la convocazione dell’incontro di giovedì prossimo a tutte le organizzazioni sindacali del comparto docenti» chiarisce Gerosa. Che, sempre ieri mattina, ha chiamato i rappresentanti della community. Per confrontarsi «con uno dei coordinatori del movimento» dopo le stoccate




