
Il portiere della Norvegia ha parato un rigore e respinto i brasiliani con almeno tre interventi decisivi. Dicevano fosse “inaffidabile”, ha preso porte in faccia in mezza Europa era un talento dello sci ma scelse il calcio con un programma statale che cercava il “portiere del futuro”. Lo è diventato, bastava aspettare tredici anni
Ennio Flaiano diceva che i giorni indimenticabili della vita sono cinque o sei, gli altri fanno volume. Ørjan Nyland la serata di ieri la metterà sicuramente nella lista: un rigore parato al Brasile, tre interventi decisivi per mandare la Seleçao fuori dal Mondiale e toccare il cielo con un dito. Altro dettaglio: le parate sono arrivate in ogni modo, un mix di istinto, riflessi e prontezza. Tutto ben shakerato e mischiato ad arte. E poco importa se in pieno recupero ci sia stato un battibecco con Neymar, che l’ha spiazzato dal dischetto dopo che Ørjan aveva provato a distrarlo. “Te lo paro”, gli avrebbe urlato. Poi Ney l’ha affrontato dopo il gol: uno sguardo di sfida e di superiorità. Anche se due minuti dopo… il dieci brasiliano era in lacrime e il norvegese in Paradiso. Umori agli antipodi, come cambiano le cose in poco tempo




