Il leggendario ginnasta è stato ospite del secondo appuntamento a Selva di Val Gardena
Matteo Storoni
6 luglio – 15:00 – MILANO
Il cielo terso ha preso il posto del temporale. Se il primo appuntamento di Gazzetta Talks – Storie di Sport era stato segnato dalla pioggia, il secondo si è aperto con la più classica cartolina di montagna: la Stube che a Selva ospita la rassegna firmata da La Gazzetta dello Sport, un cielo limpido e le maestose Dolomiti intorno. La cornice giusta per un ospite che allo sport ha dato una cosa rara, la bellezza. Perché Jury Chechi è stato questo: il gesto che fa sobbalzare dal divano.
Jury Chechi e il sogno olimpico—
Si parte dal nome, Jury come Gagarin, il primo uomo nello spazio, quasi un presagio, per uno che nella vita avrebbe puntato in alto. Poi l’infanzia e i tanti sport provati senza trovarsi, finché non scopre la ginnastica, quasi per caso: da subito diventa divertimento, e per lui è la cosa che conta di più. Alle elementari, in un tema su “Cosa vuoi fare da grande?”, aveva già risposto: vincere le




