
di Aldo Grasso
Il conduttore trasfigura il reality sulle nozze con commenti puntuali e puntuti
Ci sono conduttori che presentano un programma e conduttori che lo
riscrivono. Costantino della Gherardesca appartiene a una categoria ancora
diversa: quella dei conduttori che conferiscono un senso a programmi che, senza di lui, rischierebbero di essere soltanto un catalogo di comportamenti umani.
È il caso di “Quattro matrimoni”, il reality di Sky che, stagione dopo stagione, si è trasformato nella versione Instagram-society del “Castello delle
Cerimonie”: meno barocco napoletano, più filtri social; meno banchetti
pantagruelici, più storytelling emozionale; ma la stessa inesauribile fame di
autorappresentazione.Il vero spettacolo, in fondo, non sono i matrimoni. Sono i commenti di Costantino, che osserva l’umanità nuziale con lo sguardo dell’antropologo decadente e la cattiveria educata dell’aristocratico che ha sbagliato festa. Davanti alle derive estetiche delle concorrenti, ricorda che: «Care spose, l’eleganza non è un optional, ma a quanto pare per molte di voi è un mistero!». Quando le partecipanti si massacrano reciprocamente con giudizi feroci, annota: «Vedo che la diplomazia non è di casa, ma vi ricordo che il bue dà del cornuto all’asino». Di fronte ai banchetti monumentali, esercita il suo impareggiabile distacco sociologico:




