
Sarah Fahr è tornata dove voleva essere. Al centro dell’Italia, al centro del gioco. A 24 anni ha già messo insieme un palmarès che sembra quello di una carriera molto più lunga: oro olimpico, mondiale ed europeo con l’azzurro, due Nations League e 20 trofei con Conegliano. Nel club è diventata la seconda italiana di sempre per presenze, con 178 partite, e soprattutto la seconda per muri: 358, dietro soltanto a Monica De Gennaro. Il dato che racconta meglio la sua stagione è però quello che succede lassù, vicino alla rete. Nel 2025-26 ha chiuso le competizioni italiane con 263 punti e 72 muri, aggiungendone altri 70 in Champions League. In VNL 2026, invece, è arrivata a 136 punti con 26 muri in 11 partite. Non è soltanto una questione di centimetri, e i suoi 192 non spiegano tutto. Fahr legge, aspetta, sceglie il momento e chiude lo spazio. È anche per questo che Velasco continua a considerarla una delle colonne dell’Italia. Fahr appartiene a una squadra che ha già vinto quasi tutto, ma lei non parla di titoli come di qualcosa da difendere. In ogni intervista i temi ricorrenti sono segni di umiltà: parla di lavoro, di pressione e




