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San Siro, la vendita rischia l’annullamento. L’atto che inguaia Beppe Sala

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Un cittadino ha promosso un atto di citazione per dichiarare nulla la vendita del Meazza. Il rogito fu fatto 5 giorni prima che scattasse la tutela architettonica per il secondo anello.

Chi ha seguito Inter-Napoli a San Siro forse non sapeva che, da venerdì 4 settembre, sul Meazza pesa una nuova incognita giudiziaria. Non c’è un sequestro e non esiste, per ora, un ordine che vieti i lavori. Ma un atto di citazione con cui viene chiesta la nullità della vendita è stato trascritto nei registri immobiliare, secondo l’avvocato Diego Gaetano Braghò, l’effetto è concreto: la società di Milan e Inter (Stadio San Siro spa) resta proprietaria dello stadio, ma qualunque intervento dovrà fare i conti con una causa che mette in discussione il rogito. In pratica, prima di avviare ruspe e cantieri bisognerà chiarire se il Comune potesse venderlo.

Il problema ruota intorno a cinque giorni. Palazzo Marino ha ceduto l’impianto il 5 novembre 2025. Il 10, il secondo anello avrebbe raggiunto i 70 anni rilevanti per la verifica prevista dal Codice dei beni culturali. Proprio su questo Beppe Sala potrebbe essersi fatto un gigantesco autogoal. Il sindaco aveva raccontato di essersi personalmente confrontato con il notaio (l’amico

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