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Russia, Max, la «super app» che spia i cittadini

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di Redazione Esteri

Un gruppo di ricerca dell’Università del Michigan ha scoperto che Max può fotografare lo schermo dell’utente a sua insaputa, leggere ciò che si scrive dentro, e persino “iniettare “codice nei servizi collegati

L’icona è viola-blu. Il nome è breve e facile da ricordare. È  Max, l’app comparsa negli ultimi diciotto mesi sui dispositivi di decine di milioni di cittadini russi. Le autorità l’hanno venduta come l’erede patriottica di Telegram e WhatsApp, le star di Mosca l’hanno sponsorizzata in video rap e sketch da avanspettacolo, e da questa estate è diventata, semplicemente, l’app più usata del Paese, come racconta il giornale britannico The Guardian. Ma la storia è più complessa di come appare.

Max nasce in casa VKontakte, il colosso social legato a doppio filo al Cremlino, di cui, secondo ricostruzioni di Novaya Gazeta Europe, lo stesso Putin deterrebbe una quota indiretta. È una «super-app», un contenitore di mini-applicazioni che promette di semplificare la vita quotidiana dei cittadini russi. Con Max si paga, si comunica, si accede ai servizi statali, si legge, tutto in un’unica finestra. Tutto, apparentemente, facile. 

Il modello, dichiaratamente, è quello della cinese WeChat, la piattaforma che da anni fa da

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