L’inglese continua a essere in affanno nell’inseguire Antonelli e il problema sta diventando anche psicologico: “È come combattere con una mano legata dietro la schiena”
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18 luglio 2026 (modifica alle 21:16) – MILANO
Nemmeno l’arte lo salverà. Non quest’anno, almeno. Ma George Russell ci ha provato, cercando un appiglio, forse con un po’ di azzardo, e due giorni fa ha detto: “Guidare queste vetture è come provare a dipingere la Gioconda avendola di fianco: so cosa fare, ma sconfiggere vent’anni di automatismi inconsci è la vera sfida”. Chi è la vera Gioconda nella psiche di George, la sua Mercedes o il suo compagno Kimi Antonelli? Che il campioncino italiano sia un capolavoro, beh, ormai lo sappiamo. E per milord Russell sta diventando sempre più dura da ingoiare. È la vita, George: c’è sempre chi va più veloce. Non è stato diverso a Spa, nelle qualifiche del GP del Belgio. Mentre l’inglese si affannava a capire la macchina, la curva, la power unit, davanti a lui veleggiava il Leonardo della Mercedes 2026: Kimi da Bologna. Frustrazione, rabbia, (ri)sentimento. Nel tunnel delle emozioni storte ci




