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Runjaic: “Cappuccino, Friuli e piedi per terra: a Udine mi sento a casa”

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Il tecnico dell’Udinese si racconta: “I tifosi possono sognare, ma io sono realista. Zaniolo deve gestire meglio le difficoltà, Ekkelenkamp non ha ancora mostrato il meglio”

20 agosto – 08:41 – UDINE

Kosta Runjaic atto terzo. Urlano verso il cielo di Udine in un Parco Moretti vestito a festa i tifosi bianconeri: “Kosta portaci in Europa”. Tu chiamale se vuoi sensazioni, emozioni, suggestioni. Soprattutto sogni. Lui, il tecnico tedesco che siede per la terza stagione, quella dei 130 anni, sulla panchina delle Zebrette, asseconda. Poi predica realismo. “I tifosi hanno bisogno di poter sognare; molti di loro si innamorano del calcio proprio perché desiderano qualcosa che permetta loro di sognare. D’altra parte, un allenatore che sogna troppo rischia di perdere il lavoro. Il mio lavoro è essere realista; mi definirei una persona con i piedi ben piantati per terra. E se guardiamo i fatti realisticamente, dobbiamo prima raggiungere lo stesso livello della scorsa stagione e consolidare la nostra posizione prima di guardare avanti. Dopotutto, al momento abbiamo perso due giocatori chiave come Atta e Kristensen”. 

Questa sarà la sua terza stagione consecutiva all’Udinese: non succedeva dai tempi di Francesco

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