
di Renato Franco
Il tastierista di Elio e le Storie Tese: «Una volta scambiai Mastella per un cameriere. Creo di notte, la mia alba è alle 14»
Dadaisti del rock, futuristi della canzone, surrealisti delle note, situazionisti da palco. Elio e le Storie Tese hanno portato una sana dose di divertimento in un mondo, quello della musica, che si prende sempre troppo sul serio. Prima di prendere appuntamento Rocco Tanica, anima e tastierista del gruppo, chiarisce: «La mia mattinata non inizia mai prima delle 14.30».
In che senso?
«La mia attività cerebrale, eventualmente creativa, si sblocca dopo le 9 di sera, in genere lavoro di notte. Il segnale per andare a dormire è la campana del vetro intorno alle 5 del mattino».
Vero nome Sergio Conforti. Tanica a causa dell’alcol?
«Ci piace pensare che fosse perché magari bevevo due birre in più, in realtà ci piaceva il suono».
Rocco?
«Rifacevamo brani famosi con un testo in italiano che avesse assonanze con l’originale. La parodia di We Will Rock You era diventata Vivi Rocco. Il nome nacque dalla necessità di dare un volto al personaggio della canzone».
Tanti alias perché lei è uno, nessuno e centomila?
«Sono uno, nessuno e




