
«Siamo fin troppo all’eccesso con le regole e le restrizioni. Ogni giorno se ne aggiungono di nuove, ma alle aziende servirebbe soprattutto un po’ di respiro». Le parole affidate a Italia a Tavola da Alex Carenzio, titolare dell’omonima azienda risicola di Pavia, descrivono un comparto ormai in ginocchio. Il Tavolo di filiera convocato dal ministero dell’Agricoltura, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, ha visto – tra le altre – Coldiretti e Confagricoltura avanzare diverse proposte per sostenere le imprese. Si tratta di un primo passo, ma il percorso per rimettere ordine nella risicoltura italiana sarà necessariamente più lungo. Aiuti economici, controlli sull’origine, strumenti finanziari per lo stoccaggio, una migliore gestione dell’acqua e la nascita di un Consorzio del riso aromatico italiano sono alcune delle richieste presentate. Il crollo dei prezzi, provocato anche dall’aumento del prodotto straniero, si somma infatti a problemi interni mai risolti, dall’incremento dei costi alla siccità, fino a un sistema di regole che, secondo i produttori, penalizza le aziende italiane senza garantire condizioni di concorrenza uniformi. Il riso straniero aumenta, i prezzi italiani crollano
Alla base dell’allarme ci sono i dati della campagna commerciale 2025-2026, non ancora conclusa. In Italia sono arrivati oltre 190 milioni di kg




