
Il campionato 2026-27 ricomincia con Atalanta, Monza e Udinese: ecco dove sono i raduni delle squadre tra Lombardia, Alpi e ritiri in Italia e all’estero
Come la pasta, anche la stagione calcistica dovrebbe dare molte più soddisfazioni quando è “fatta in casa”. O perlomeno è quanto si aspettano la maggior parte dei club di Serie A, quelli che hanno scelto di girare a largo dai ritiri all’estero per stare il più vicino possibile ai propri tifosi, alle proprie radici, alla propria casa, appunto. Se è innegabile che la questione economica possa avere un suo peso – non a caso alcune ricche tournée post-ritiro resistono all’autarchia delle preparazioni estive -, ha anche il suo peso il fatto che i ritiri distanti diverse centinaia di chilometri possono comportare delle complicazioni logistiche e maggiore stress per staff e calciatori. Non si fa riferimento soltanto alle attrezzature che – come è logico – nei centri sportivi dei rispettivi club sono studiate nei minimi dettagli per essere perfette e su misura per la squadra, ma anche a un’estate di arrivi scaglionati per via del Mondiale, che per alcune realtà rendono ostica la gestione dei calciatori che vengono integrati alla spicciolata al gruppo-squadra. Quindi, “casa




