
di Irene Soave
I dati di due ong: nel 2025 il regime degli ayatollah ha eseguito 1.639 condanne a morte, il numero più alto dal 1989
Il regime degli ayatollah in Iran ha mandato a morte – per impiccagione – almeno 4 cittadini al giorno nel 2025, cioè 1.639 persone: è il numero più alto registrato dal 1989, ed è il 68 per cento in più rispetto al 2024, quando furono registrate 975 esecuzioni. Lo denuncia l’annuale rapporto congiunto di Iran Human Rights e Together against the Death Penalty (Epcm), due organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani con sede in Norvegia e a Parigi e dal 2008 tengono il conto delle condanne a morte in Iran.
Iran, le ultime notizie in diretta
L’Iran è già il secondo Paese al mondo per condanne a morte eseguite (il primo è la Cina); con le proteste iniziate nel 2022 e, ora le Ong indicano che il regime degli ayatollah potrebbe diventare ancora più feroce, usando la guerra e la «sicurezza nazionale» per legittimare un ulteriore giro di vite nella repressione interna.
I reati punibili con la pena capitale, in Iran, sono molti: dal traffico di




