
di Corriere Animali
Il dettaglio della distribuzione degli illeciti sul territorio nazionale emerso dal rapporto «Ecomafie 2026» di Legambiente
I reati ambientali e contro la fauna e la biodiversità continuano ad essere molti in Italia, anche se tra il 2024 e il 2025 si è registrata una lieve flessione, come mostra il rapporto «Ecomafie 2026» di Legambiente, presentato oggi a Roma. Come spesso accade, la fotografia dell’Italia nel suo complesso è caratterizzata da disparità a livello territoriale che evidenziano come la distribuzione dei reati non sia uniforme sull’intero territorio nazionale. Ecco dunque la graduatoria divisa per Regioni e Province emersa dallo studio.
L’incidenza nelle Regioni
«Anche quest’anno – spiega Legambiente commentando i dati del report – la Campania si conferma la regione più colpita con 5.636 reati contestati, pari al 15,8% del totale nazionale. Al secondo posto la Sicilia, con 3.726 reati ambientali, pari al 10,4% del totale nazionale, che soprassa la Puglia (3.601 illeciti) seguita dalla Calabria (2.862 reati). Al quinto posto il Lazio, prima regione del centro Italia con 2.358 reati. La Toscana (2.123 reati) viene, invece, superata dalla Sardegna, che si colloca al sesto posto con 2.240 reati, confermando il trend in crescita iniziato nel 2022




