
di Lorenzo Giliberti
Il vicepresidente esecutivo della Commissione ue al Petruzzelli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Unviersità di Bari, lancia le sue sfide anche per rendere il mercato più competitivo
Le università del Mezzogiorno come motore di sviluppo e un’Europa più competitiva, capace di utilizzare le risorse comunitarie con maggiore flessibilità. Sono i temi affrontati da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, intervenuto questa mattina al Teatro Petruzzelli di Bari in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 dell’Università degli Studi Aldo Moro, guidata dal rettore Roberto Bellotti. Un appuntamento dedicato al tema «Università connessa: talenti, territori, sviluppo», che ha offerto l’occasione per discutere del futuro dell’Europa, delle opportunità per gli atenei meridionali e delle nuove politiche di coesione.
«L’Europa oggi vive una condizione di difficoltà per alcuni versi, ma di grandi potenzialità per altri – ha spiegato Fitto –. Si tratta di capire come, nel rapporto tra le diverse istituzioni e nel dialogo con un’istituzione come l’università, si possano costruire opportunità per il futuro».
Per il vicepresidente della Commissione, l’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’Unione sullo scenario internazionale e superare gli ostacoli che ancora limitano il mercato interno. «Dobbiamo rendere l’Europa più competitiva, rafforzare la sua dimensione esterna




