
Lo Stabilicum dovrà essere firmato da Sergio Mattarella. Il faro del presidente della Repubblica sul nuovo sistema di voto è acceso da mesi
Superato lo scoglio del voto segreto alla Camera, la legge elettorale deve passare l’esame della Corte costituzionale. Ma prima ancora lo Stabilicum dovrà essere firmato da Sergio Mattarella. Il quale però non è il giudice delle leggi — ruolo che spetta alla Consulta — ed è chiamato a vigilare solo sulla palese incostituzionalità dei provvedimenti. Il giurista del Colle non si è mai espresso pubblicamente sulla legge che le opposizioni ritengono «una truffa», ma non è un azzardo pensare che evidenti strappi alla Carta non ve ne siano, visti i cambiamenti in corsa. Il faro del presidente della Repubblica sul nuovo sistema di voto, il quarto in vent’anni, è infatti acceso da mesi, prova ne siano le corpose limature che la maggioranza ha apportato al testo prima dell’ultimo approdo alla Camera. Il cambiamento più vistoso riguarda la soglia per il premio di maggioranza, che è stata alzata al 42 per cento.
Il confronto
In odore di incostituzionalità era apparsa la norma che impone l’indicazione del candidato premier nel programma e anche lì la modifica non è passata inosservata.




