
di Gianluca Mercuri
Prevedere quello che succederà è complicato, tra proclami di Trump e passi indietro: qualche punto a favore dell’ottimismo e qualche altro che lascia più spazio al pessimismo
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Cosa succederà adesso tra Stati Uniti e Iran? Le previsioni sui conflitti sono sempre complicate. In questo caso l’esercizio è reso ancora più arduo da una serie di circostanze senza precedenti:
si combatte per qualcosa – il controllo dello Stretto di Hormuz – che prima della guerra non era in discussione;la parte di gran lunga più forte ha sottovalutato quella più debole e oscilla, per bocca del suo leader, tra la «cancellazione della civiltà persiana» e «la prosperità per il grande popolo iraniano»; la parte più debole ha resistito all’attacco congiunto della massima superpotenza mondiale e della massima potenza regionale in un modo che ha sorpreso entrambe e, per quanto il costo sia stato altissimo – l’economia è allo stremo, con un’inflazione al 90% – rischia ora di sopravvalutare le proprie capacità e di innescare o favorire una nuova escalation.
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