di Redazione Economia
Pesano sempre di più relazioni sociali, servizi vicini e qualità urbana. L’indagine del Sole 24 Ore fotografa un’Italia sempre più divisa tra Nord e Sud
Contano sempre di più le relazioni sociali, i servizi raggiungibili a piedi e la possibilità di non sentirsi soli. La nuova mappa del benessere italiano passa meno dal reddito e sempre più dalla qualità concreta della vita quotidiana. È questa la fotografia che emerge dalla nuova indagine del Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita di bambini, giovani e anziani, presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento.
Quest’anno l’indagine introduce nuovi indicatori legati alla presenza di reti familiari e amicali e alla cosiddetta “città dei 15 minuti”: la possibilità cioè di raggiungere negozi, farmacie o servizi ricreativi a piedi in tempi rapidi. Un cambio di prospettiva che racconta molto dell’Italia di oggi, dove il benessere non coincide più soltanto con il lavoro o il Pil, ma con la capacità di conciliare tempi di vita, cura familiare e accesso ai servizi.
Il welfare invisibile che cambia le città
Dentro i nuovi indicatori entra così quello che fino a pochi anni fa sembrava quasi un tema privato:




