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Ruggeri, lodi all’Atalanta: “A Bergamo ho capito che la testa vale più del talento”

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Dal settore giovanile nerazzurro all’Atlético Madrid, Matteo Ruggeri ripercorre la sua carriera. La chiamata di Gasperini, i sacrifici e un messaggio ironico a Zappacosta.

Matteo Ruggeri ripercorre le tappe della sua carriera, un percorso iniziato a Zingonia e proseguito fino all’Atlético Madrid. In una lunga intervista per il podcast “The Climb” di Marialuisa Jacobelli, il difensore ha parlato del suo legame con l’Atalanta, del valore della mentalità e dei sacrifici necessari per raggiungere il calcio di alto livello. Il racconto tocca i momenti chiave della sua crescita, dalla prima chiamata di Gasperini fino a un divertente aneddoto che coinvolge Davide Zappacosta.

Da Zingonia alla prima squadra: la formazione nerazzurra

Il settore giovanile dell’Atalanta è stato fondamentale. Ruggeri ha spiegato come il club si concentri prima sulla crescita umana e poi su quella tecnica, un approccio che lo ha formato fin da bambino. La svolta è arrivata tra i 17 e i 18 anni, con il primo allenamento in prima squadra. “Da lì si è aperta un po’ la strada e ho iniziato a credere”, ha detto Ruggeri, ricordando quella chiamata inaspettata. La convocazione ufficiale con Gian Piero Gasperini nel 2020 ha segnato il momento in cui ha capito di potercela

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